L’azzurra di Assindustria Sport domenica correrà la Venicemarathon: «Si deciderà tutto dopo il trentesimo chilometro, servirà usare la testa»
«Servirà usare la testa. Servirà sia se mi ritroverò a correre da sola a lungo, sia se ci sarà un gruppo di atlete che imporrà l’andatura. Di certo, tutto si risolverà dopo il trentesimo chilometro». E’ una Giovanna Volpato determinata, quella che si appresta ad affrontare l’edizione 2009 della Venicemarathon, al via domenica da Stra. La capitana di Assindustria Sport Padova torna sul luogo del «delitto» dopo il secondo posto colto nel 2004, decisa a ripetere la grande prestazione sfoderata l’anno scorso, di questi tempi, quando tagliò per prima il traguardo della maratona di Firenze. Sulla sua strada, un cast di rivali di primo livello come Lenah Cheruyot, vincitrice nel 2006 e nel 2007 e detentrice del record della manifestazione (2 ore 27’02”), Anne Kosgei, tre volte seconda, nel 2002, nel 2007 e nel 2008, e l’etiope Leila Aman, seconda nel 2005.
«Le atlete da tenere d’occhio sono diverse. Da parte mia posso dire che cercherò di viaggiare attorno ai 3’30” al chilometro per poi dare tutto negli ultimi dodici – continua Giovanna – Ho scelto di non fare gare a ridosso di questo appuntamento, ma anche se non ci sono stati test so quanto valgo e dove posso arrivare. Che clima vorrei trovare? Confesso che ho iniziato a controllare le previsioni meteorologiche già una ventina di giorni fa, anche perché nella mia carriera di maratoneta non sono mai stata fortunata da questo punto di vista. So che la temperatura dovrebbe rialzarsi di qualche grado rispetto agli scorsi giorni, ma, pioggia o non pioggia, quello che realmente mi preoccupa è il vento, perché trovarselo in faccia non sarebbe piacevole in una prova come quella di Venezia».
Per l’atleta allenata da Mario Del Giudice questi non sono stati mesi facilissimi da superare. «Dopo l’operazione ai tendini del 2008 speravo di avere estinto il mio debito con la sfortuna, e invece anche quest’anno ho avuto i miei problemi. Ho pagato lo strappo al polpaccio destro che mi sono procurata in allenamento, strappo che ha avuto come effetto quello di mandare in sofferenza i tendini: insomma, ho perso un mese e mezzo di preparazione e non ho potuto affrontare una nuova maratona in primavera, come era nei miei piani iniziali. Ho saltato i Mondiali di Berlino ma il rammarico c’è solo sino a un certo punto, perché non è stata portata la squadra azzurra, per cui più di tanto non ho sofferto e comunque meno rispetto all’anno scorso con le Olimpiadi di Pechino».
Si usa dire che dalle difficoltà si esce più forti e Giovanna ne è fermamente convinta. Anche quest’anno capitan Volpato sembra in grado di risorgere come l’Araba Fenice, tornando a volare, come è successo a fine 2008. «Ad agosto ho potuto finalmente tornare a lavorare a pieno ritmo, allenandomi con intensità a Livigno, in altura. Ho rimesso benzina nel motore in vista della seconda parte della stagione, macinando chilometri e chilometri. Ora sto bene, sono fiduciosa».
Nella foto (di Antonio Muzzolon) Giovanna Volpato